“Al circo del poeta matto” è un disco introspettivo, è un viaggio intimo attraverso le più svariate angolazioni… è l’affermazione in piena coscienza dell’individuo che fa comunità ,pur mantenendo integro e riconoscibile il suo volto, il suo senso critico! Questa è la trama che lega insieme le diverse storie all’interno dell’album… Ad ogni personaggio è affidato il compito di confutare maniere, abitudini e verità buttateci addosso come uniche alternative!

Le musiche seguono come ombre questo viaggiare… delicate, penetranti, incalzanti, struggenti e festose… non si avverte l’esigenza di intrappolare il tutto sotto un’etichetta, un genere, proprio perché anche le musiche vestono a pennello la volontà di scindere e sfaccettare l’unità di veduta, raccontando la vita attraverso gli occhi di tutti! Inevitabili e tangibili sono le ripercussioni del non brillante periodo storico, segnato dalle precarie condizioni in cui versa il quadro socio-politico dell’Italia… A volte nei brani, sembra di toccare con mano lo smarrimento, la povertà spirituale, la confusione ed il grande vuoto nell’animo della gente, spesso, riempito di nulla, di un niente che divora la speranza! Il viaggio del poeta matto termina però con un lieto fine, affidato al brano di chiusura “Zappo la terra”; la riconciliazione dell’uomo con la Natura, che pacifica i sensi e riavvicina l’uomo al senso stesso della sua esistenza, lo rasserena, gli fa chiaro nella mente e lo rimette sul cammino con la stessa premura che una madre usa verso un figlio…

 

01 – Folle folla
02 – Al circo del poeta matto
03 – Il bucaniere
04 – Giù dai monti del Pollino
05 – L’ultimo folle gesto
06 – Il vuoto e la cenere
07 – Al tempo del tamburo
08 – Orazio
09 – Zappo la terra

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